16) Spinoza. Nel pensiero non vi  libert, ma determinismo.
Per Spinoza il pensiero agisce secondo la causalit e il
determinismo, per cui ogni atto della mente s'inserisce
nell'infinito movimento delle cause e degli effetti. Ma se ci 
vero per la mente come facolt del pensare, non lo  per la mente
come facolt del desiderare. C.D.D. = come dovevasi dimostrare.
B. Spinoza, Etica, Parte seconda, Prop. quarantottesimo (pagina
209).

Proposizione quarantottesimo.

Nella Mente non vi  alcuna volont assoluta o libera; ma la Mente
 determinata a volere questo o quello da una causa che 
anch'essa determinata da un'altra, e questa a sua volta da
un'altra, e cos all'infinito.

Dimostrazione.

La Mente  un certo e determinato modo di pensare (per la Prop. 11
di questa parte), e perci (per il Cor. 2 della Prop. 17 della I
parte) non pu essere causa libera delle proprie azioni, ossia non
pu avere l'assoluta facolt di volere e di non volere; ma deve
essere determinata a volere questo o quello (per la Prop. 28 della
I parte) da una causa che  anch'essa determinata, e questa a sua
volta da un'altra, eccetera - C.D.D.

Scolio.

Allo stesso modo si dimostra che nella Mente non c' alcuna
facolt assoluta di comprendere, desiderare, amare, eccetera Ne
consegue che queste e simili facolt o sono del tutto fittizie o
non sono altro che enti Metafisici, ossia Universali, che siamo
soliti formare da cose particolari. Cos che l'intelletto e la
volont stanno a questa o a quella idea, o a questa o quella
soluzione, come la pietrosit sta a questa o quella pietra, o
come l'uomo sta a Pietro e a Paolo. Abbiamo invece spiegato nell'
Appendice della prima parte la causa per cui gli uomini si
ritengono liberi. Ma prima di procedere oltre bisogna qui notare
che per volont intendo la facolt di affermare e negare, e non il
desiderio; intendo cio la facolt con cui la Mente afferma o nega
che qualcosa  vero o falso, e non il desiderio con cui la Mente
desidera o respinge le cose. Ma dopo aver dimostrato che queste
facolt sono nozioni universali che non si distinguono dalle cose
singole da cui le formiamo, bisogna ora indagare se le volizioni
stesse non siano qualcosa di diverso dalle idee stesse delle cose.
Bisogna ricercare, dico, se nella mente non vi sia un'affermazione
o negazione diversa da quella che l'idea implica in quanto idea;
su questo argomento vedi la Proposizione seguente e anche la
Definizione 3 di questa parte, affinch il pensiero non finisca
per diventare una specie di pittura. Per idee non intendo infatti
le immagini che si formano in fondo all'occhio, o, se si
preferisce, in mezzo al cervello, ma i concetti del Pensiero.
B. Spinoza, Etica e Trattato teologico-politico, UTET, Torino,
1988, pagine 178-179.
